SABATO 12 NOVEMBRE 2011 - UNA GIORNATA PARTICOLARE
Altrevoci alla mostra "Gli Anni Folli di Parigi" Palazzo Diamanti Ferrara: uno spaccato della vita parigina fra la fine della Prima Guerra Mondiale e i primi anni Trenta, vista attraverso l'arte di maestri della modernità quali Modigliani, Picasso e Dalì, solo per citarne alcuni.
La mattinata è stata dedicata alla visita di Palazzo Schifanoia, direi la più famosa delle cosiddette "delizie estensi", iniziato alla fine del 14° secolo, più volte ampliato ed ingrandito nel corso dei secoli, con la più importante delle sue sale: quella dei Mesi, tutta decorata con il ciclo di affreschi sulla vita di Borso d' Este e relative allegorie dei vari mesi dell'anno. La nostra giovane e simpatica guida, microfono-munita, ci ha poi accompagnato attraverso le vie del centro storico cittadino, affollate nello shopping del fine settimana, fino al "ghetto ebraico", secondo ed ultimo appuntamento mattutino.
Quale differenza fra le affollate via Mazzini e piazza Trento e Trieste, con il cicaleccio della gente impegnata nel passeggio, e le attigue viuzze del ghetto pressoché deserte e silenziose! Questo ci ha consentito di ascoltare in tutta tranquillità le numerose spiegazioni ed aneddoti relativi al nostro percorso.
La mattina è così trascorsa velocemente e mentre la guida ci ha salutato inforcando la sua bicicletta, silenziosa compagna di quasi tutti i ferraresi, tutto il nostro gruppo di allegri gitanti (eravamo una ventina), con lo stomaco in riserva, ha varcato trionfalmente la porta del Savonarola, noto ristorante posto proprio di fronte al castello estense. Nel primissimo pomeriggio, una breve passeggiata ci ha permesso di smaltire per quanto possibile i tortelli di zucca e le altre prelibatezze del posto e ci ha condotto all'ingresso della mostra oggetto principale della nostra gita, con una puntualità quasi da orologio svizzero.
Anche qui una ottima organizzazione ci ha consentito di evitare le code del sabato e di usufruire di una guida che merita una particolare menzione per la professionalità e la simpatia dimostrata. Così il percorso attraverso le varie sale è stato anche più leggero ed affascinante fra le tele di Picasso e Modigliani e quelle di Mirò, Dalì e de Chirico per non parlare delle altre opere d'arte sapientemente esposte.
Ultimo appuntamento del pomeriggio, piazza Ariostea, bella e particolare nella luminosità del tramonto, ancora più apprezzata davanti ad un caffè gustato nel prospiciente bar pasticceria.
Per finire un bravo all'autista che ci ha riportato sani e salvi alle rispettive abitazioni.
La Redazione